(via crosmataditele)
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Anjelica Huston wearing Thierry Mulger for ELLE France, February 1991.
(via attractive-decoy)
Luca Marinelli attends the press conference for La Solitudine dei Numeri Primi during the 67th Venice International Film Festival on September 9th, 2010 in Venice, Italy.
aculofan asked:
Ti è mai capitato di essere maltrattato da dei pazienti? E di aver perso per un attimo la voglia di spiegare,e spiegare e spiegare...alla fine di arrivare a dire : ok fai come vuoi,firma qua che nessuno ti è venuto a cercare,tantomeno ti trattiene?
kon-igi Answer:
La maggior parte dei miei pazienti non mi maltratta… la maggior parte dei miei pazienti mi insulta, mi colpisce con oggetti contundenti e se mi tengo a distanza di sicurezza, mi lancia i suoi escrementi.
Io lavoro in una realtà dove il deterioramento cognitivo e psichico è pressoché ubiquitario, ragion per cui essere ‘maltrattato’ non costituisce un affronto alla mia persona o alla mia professionalità ma una semplice manifestazione di un quadro patologico di cui io mi devo prendere cura.
Il mio vero problema sono i parenti dei pazienti.
E questo è un discorso molto ampio che riguarda una certa presa di (in)coscienza sociale che sta caratterizzando il comportamento dei non addetti ai lavori. Qualsiasi lavoro, non solo sanitario.
Alla base del problema c’è la falsata percezione che un accesso libero a qualsiasi tipo di informazione possa rendere chiunque esperto in quel campo.
Escludendo per un attimo l’ambito sanitario, ognuno di voi potrà portarmi plurime esperienze in cui a fronte della vostra professionalità ed esperienza in un determinato settore arriva il premio nobel stampato in 3D che su internet ha letto un’altra cosa.
Il secondo problema è la sfiducia per frustrazione: programmi come ‘Mi manda RaiTre’, ‘Striscia la Notizia’, ‘Le Iene’ e ‘Report’ in tutti questi decenni hanno fatto leva e potenziato nelle persone la sensazione latente che qualcuno le stia fregando e quindi l’approccio comune al professionista è quello inquisitorio… non hanno gli strumenti per capire la meccanica e la dinamica del servizio e invece di riporre fiducia si danno spiegazioni dietrologiche e complottistiche.
Il terzo problema - squisitamente sanitario ma che riguarda ogni approccio sociale alla persona - è che le persone hanno smesso di accettare la malattia e la morte come un'evoluzione della vita.
La vita di una persona non dovrebbe essere misurata nella quantità di anni ancora da vivere ma nella qualità di quelli che potrebbero essere.
Questo è stato scordato praticamente da chiunque abbia una persona anziana e malata in carico perché oggi non sappiamo più accettare la malattia e la morte come un qualcosa di naturale.
Lo stakanovismo della vita, lo chiamo io.
Se io mi ricordo di te mentre cinquant’anni fa saltavi i fossi per il lungo, ora non posso consentire che tu sia vecchio, debole e morente.
Non lo accetto e lo nego: hai solo bisogno di vitamine, mangiare di più e fare ginnastica in palestra, anche se sei pelle e ossa, piagato, pieno di tubi in un letto e non riconosci più nessuno… se non ritorni come un tempo è colpa di chi ti doveva curare e non ti ha curato.
Ecco qual è il vostro problema di non addetti ai lavori… perché non accettare la malattia e la morte è principalmente UN VOSTRO problema che poi fate diventare anche mio.
Posso tranquillamente affermare che più della metà del mio lavoro è freneticamente spesa a dare le solite ripetute alla nausea spiegazioni sul mio operato a persone che credono di vedere malasanità dove invece c’è solo la miseria di una (non)vita portata artificialmente agli estremi.
Ovvio, @aculofan, che l’ambito in cui lavoro io è estremo e di certo non si applica a reparti ‘normali’, dove una persona riceve cure per poter tornare a vivere come prima ma i problemi alla base sono comuni.
Comunque, ricorda che non è mai colpa dei pazienti… loro sono fragili, spaventati dalla malattia e aggressivi per paura.
La responsabilità è sempre ISTITUZIONALE, di chi ha fatto scelte populiste sventolando un impossibile benessere a ogni costo e liberandosi di ogni responsabilità ogni qual volta le persone si rendono conto della mancata promessa.
In ogni caso, buona sorte a noi.